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TV, Tremendamente Vuota
E’ da parecchio tempo che l’italiano medio si mette comodo sul divano e affacciandosi a una finestra dalla cornice 90×40 si ritrova di fronte ad un grande paesaggio ritoccato quanto l’effetto lifting, un giardino di rose dal rosso passione, ma finte, le cui foglie nascondono spine, e nel frattempo i manutentori fanno credere che vengono tenute in vita con semplice acqua.
Come siamo arrivati ad avere una televisione così tremedamente vuota e stupida? La televisione mette sotto assedio la nostra psiche con programmi in versione Playboy, con calamitose immagini di inutile bellezza, lussuria e perfezione estetica. Chiunque può sentire l’attrazione verso le tante tentazioni servite su piatti d’argento come delle esche. Così, atterrando su discorsi più concreti, viene da pensare alla “lotta per la sopravvivenza” ma dopo poco ci si corregge e cambia nel concetto di “il più forte vince”, nonostante si parli di potenza economica/finanziaria.
Ora apriamo bene gli occhi sulla realtà e facendo mente presente a telegiornali allarmisti, quiz da ipertensione, documentari, programmi comici, cartoni animati e film per bambini, pensiamo a quel che rimane nei tempi rimanenti oltre alla pubblicità. Ebbene sì, parliamo di reality show, talent show, forum, programmi d’intrattenimento mattutini e serali, film nei quali non mancano mai il nudo, il sesso, l’alcohol e i problemi famigliari. Di solito si guarda la tv per potersi distrarre dalle disgrazie quotidiane, invece, te le ripetono in tante forme diverse, fino a quando non si decide di spegnerla.
Per chi e per quale motivo avviene tutto ciò? Nel 1984 a Milano è nata una società (diventata operativa dal 7 dicembre ‘86) per raccogliere e pubblicare dati sull’ascolto televisivo italiano: Auditel. Mai sentito parlare? La sua proprietà è divisa in quote del 33% divise rispettivamente per la televisione pubblica (RAI), per l’emittenza privata, e per le aziende che investono in pubblicità (UPA) con agenzie e centri media, mentre il restante 1% è di proprietà della FIEG (federazione italiana editori giornali). L’obiettivo di chi fa un programma televisivo è di raggiungere il massimo audience, perchè da questo dipende in buona parte il flusso pubblicitario. Con “audience” s’intende il numero di spettatori che hanno seguito una trasmissione o un dato messaggio pubblicitario in una determinata fascia oraria, e la percentuale è detta “share”. Il giornalista Paolo Gambi, in un suo articolo per il quotidiano “La Voce” (dal quale sto letteralmente riassumendo e citando), tenendo conto di questa democrazia televisiva, si chiede se gli italiani sono davvero un “popolo di rozzi illetterati con una spiccata propensione al cattivo gusto” oppure se le rilevazioni dei dati falsificati della stessa società auditel sono giuste come spesso sostenute fino ad oggi. Uno di questi eventi di cui parla Gambi, avvenne il 15 luglio 2000: secondo i dati Auditel, tra le ore 21,18 e le 21,30, più di 3 milioni di persone avevano la tv sintonizzata su Rai Uno. In quel momento per causa pioggia fu stato interrotto un programma all’aperto condotto da Mara Venier e Katia Ricciarelli e dovettero trasmettere il segnale orario. Non sembra strano che 3 milioni di persone per 15 minuti abbiano controllato l’ora?
Un altro fatto avvenne con Telecapri dal 16 al 18 Dicembre 1998 quando il segnale dell’emittente fu interrotto da un provvedimento della magistratura, che la mise sotto sequestro. Nonostante i trasmettitori furono sigillati e in pratica non rimase più niente da vedere, i dati Auditel dicono che l’avevano vista in media 50mila spettatori di giorno e 450mila di notte tra le 02.00 e le 06.00 dal 17 al 18 Dicembre.
La tv è creata per noi oppure su di noi?




TV, Tremendamente Vuota…
La soggezzione attraverso una scatola, tanto inutile quanto vuota.
Un articolo dove spiega come ci influenza la televisione e come influenzano i dati……